Matematica greca
Caratterizzazione geografica:
Caratterizzazione temporale:
Per quanto
riguarda lo studio della storia greca sotto il profilo matematico dividiamo
il periodo in due epoche principali prendendo come punto di svolta il
terzo secolo prima di Cristo: tale secolo è infatti
un secolo d'oro per la matematica greca.
C'è da dire inoltre che non vi è un netto salto tra la matematica
babilonese-egiziana e quella greca, ma un passaggio graduale di conoscenze e
di egemonia culturale: tale transizione ha inizio secondo gli storici già
dall'VIII secolo a.C.. Come ultimi punti di riferimento per le civiltà
egiziana e babilonese, consideriamo però il periodo Tolemaico per l'Egitto
(Tolomeo è un generale greco che diventa re d'Egitto nel 323 a.C.) e
il periodo Seleucico per la Mesopotamia (Seleuco è anch'esso un generale
greco).
In ogni caso estendiamo il nostro studio della matematica greca nel periodo
che va dal 600 a.C. al 500 d.C..
Sistemi di numerazione:
In generale sembra che vi fossero in Grecia due sistemi principali di numerazione: l'uno, probabilmente il più antico, è noto come il sistema attico (o erodianico); l'altro viene detto sistema ionico (o alfabetico). Entrambi i sistemi si basano, per gli interi, sulla base 10, ma il primo è più primitivo, essendo basato su un semplice schema iterativo come quello che si riscontra nella più antica numerazione geroglifica egiziana e nei più recenti numeri romani.
Nel sistema erodianico
i numeri da uno a quattro erano rappresentati da trattini verticali ripetuti.
Per il numero cinque si adottava un nuovo simbolo: la prima lettera
(o
) della parola
cinque, pente.
Nota: A quel tempo si usavano soltanto lettere maiuscole, sia in opere letterarie che in matematica: le lettere minuscole sono infatti un'invenzione della tarda antichità o degli inizi del Medioevo.
Vi erano poi altri simboli per il dieci e le sue potenze come si vede nel seguente semplice schema riassuntivo:
per
deca (dieci). Da cui poi deriva decem (latino) e molte parole italiane
come decimale, decilitro, decimetro, ...
per hekaton (cento). Da cui deriva la parola italiana ettaro.
per khilioi (mille). Da cui derivano Chilometro e chilogrammo.
per myrioi (diecimila). Da cui deriva miriade.
Questo sistema di scritture è additivo, in quanto più simboli l'uno accanto all'altro significano la somma dei loro singoli valori, ma anche moltiplicativo, in quanto un simbolo sotto un altro indica il prodotto dei due. Un esempio è la rappresentazione del numero 45.678 che viene rappresentato nel modo seguente:

Il sistema
ionico entra in uso intorno al V secolo a.C. (anche se c'è chi
ipotizza risalga all'VIII secolo a.C.). Esso utilizza sempre le lettere dell'alfabeto:
nove per i numeri interi inferiori a 10, nove per i multipli di 10 inferiori
a 100, e nove per i multipli di 100 inferiori a 1000. L'alfabeto greco dell'Età
classica contiene soltanto ventiquattro lettere; pertanto si dovette far uso
di un alfabeto più antico che comprendeva tre lettere arcaiche addizionali,
(vau
o digamma o stigma),
(coppa)
e
(sampi),
in modo da stabilire la seguente associazione di lettere e numeri:

Il sistema
di cifre della notazione ionica ha, rispetto alla numerazione attica, essenzialmente
la medesima relazione di quella che il sistema ieratico egiziano aveva con il
più ingombrante sistema geroglifico: la superiorità della più
agile scrittura ieratica era quindi subito apparsa evidente agli scribi egiziani.
Dopo l'introduzione di lettere minuscole in Grecia, l'associazione di lettere
e numeri presenta il seguente aspetto:

Per i primi nove multipli di mille, il sistema ionico ricorreva alle prime nove lettere dell'alfabeto; ciò rappresentava un uso parziale del principio di posizione. Ma per maggiore chiarezza queste lettere erano fatte precedere da un trattino o apice in basso (o iota):

All'interno
di questo sistema qualsiasi numero inferiore a 10.000 poteva venire scritto
facilmente con quattro soli caratteri.
L'uso delle stesse lettere per indicare le migliaia e le unità avrebbe
dovuto indurre i greci a fare il passo definitivo verso il principio di posizione
dell'aritmetica decimale; non sembra, però, che essi si rendessero conto
dei vantaggi offerti da tale innovazione. Questo sistema, rimane a tutti gli
effetti un sistema non posizionale.
Per quanto riguarda le frazioni, era d'uso indicarle principalmente
in due modi: o segnalando il numeratore con un apice e il denominatore con due
apici ripetendo due volte il denominatore, oppure scrivendo il numeratore sotto
al denominatore (in modo opposto rispetto alla nostra rappresentazione) senza
nessuna linea di frazione.
I matematici greci:
Andiamo ora ad esaminare alcuni dei principali matematici greci. Vediamo in particolare:
Talete
di Mileto
Pitagora di Samo
Euclide di Alessandria
Archimede di Siracusa
Apollonio di Perga
Tolomeo di Alessandria
Diofanto di Alessandria
Pappo di Alessandria
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